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Dal Sogno alla Realtà

Progetto e primi lavori.

Nel 1958 si avviò la progettazione della Chiesa. Questo lavoro venne commissionato all'architetto Bruno Virdis, il quale seguendo le indicazioni del Committente elaborò un progetto che prevedeva la realizzazione di un edificio e di una torre campanaria rifiniti esteriormente con pietra a vista. Questo primo progetto non si fu rispettato perchè per motivi probabilmente di ordine economico il previsto campanile non venne costruito. Alla fine del 1958, nonostante le difficoltà iniziali, i lavori vennero consegnati all'impresa appaltatrice G.Solinas di Sassari che nello stesso anno avviò alla costruzione della cripta.

I lavori si protrassero per alcuni anni. Nel 1963, appena realizzati i muri perimetrali e il solaio, si cominciò ad officiare la messa domenicale. I disagi per i fedeli erano davvero tanti, ma l'entusiasmo per la nascente nuova chiesa aiutava a non farli pesare. 
La Parrocchia di San Nicolò con i suoi sacerdoti, fra i quali ricordiamo Don Modesto Floris, Don Brucerdoti, Don Bruno Cirina e lo stesso Don Fiorenzo Pau, assicurò il servizio per circa due anni. Evidente che il sacerdote celebrante portava quanto era necessario per la consacrazione della Parrocchia madre. 
 
Mentre i fedeli che lo ritenevano opportuno provvedevano a portarsi dalla propria abitazione la sedia, in quanto dal lunedì al sabato i locali diventavano nuovamente un cantiere animato dai rumori degli operai che si davano da fare per ultimare i lavori e ciò non permetteva la sistemazione di alcun arredo fisso. 
 
Nel 1965 la cripta assunse una fisionomia più precisa e anche se sommariamente rifinita le Autorità religiose la ritennero idonea per la pratica delle attività ecclesiali. Così, con la nomina di don Fiorenzo Pau a parroco, ebbe inizio l'attività indipendente della nuova parrocchia. 

Il compito di definire il territorio delle 2 parrocchie fu affidato al canonico Tommasi il quale stabilì che la via Roma, praticamente considerata come un fiume, segnasse il confine: il lato con la numerazione pari indicava l'appartenenza a San Nicolò e quello con la numerazione dispari l'appartenenza a San Pio X. Con questa divisione si potè stabilire che i parrocchiani della nuova chiesa erano circa duemila.Dal Sogno alla Realtà

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